Il Ragazzo del Profondo Sud

Il Ragazzo del Profondo Sud

VITA DA RUNNER HUB

Houston, abbiamo dei seri problemi! 🏃‍♂️🍻

La situazione è decisamente grave. Non si può programmare un allenamento collinare alle 19:30 e ritrovarsi a cercare un posto per bere una birretta alle 23:30. Non si può uscire di casa alle 18:30 per una corsetta e ritrovarsi all'1:30 di notte in autostrada, mentre si torna a casa.

Trasferta sui colli piacentini
Trasferta sui colli piacentini

Andiamo con ordine: la corsa è stata bella impegnativa, di quelle che lasciano il segno. Finita la fatica, il rito si è spostato nel parcheggio: doccette portatili d'ordinanza per una sciacquata veloce, poi ci siamo lanciati sull'anguria offerta dagli sponsor e sul banchetto improvvisato con i piatti portati da ognuno di noi. Una condivisione che ha trasformato il post-allenamento in una bivaccata sotto le stelle.

Un Venerdì in salita
Un Venerdì in salita

Tra chiacchiere e risate il tempo è volato, e solo verso mezzanotte ci siamo mossi per cercare un pub lì vicino, tra le colline piacentine, per chiudere la serata con una birra.

Ed è lì che è successo il fattaccio. Elena ha deciso di voler raccontare a tutti la mia storia e le dinamiche che mi hanno portato ad aggregarmi a questa squadra podistica - che, diciamocelo, è diventata una vera grande famiglia. A quel punto, l'attenzione di una parte della tavolata si è accesa: sguardi incuriositi e aspettative piuttosto alte su ciò che stavo per dire.

Io, cremonese d'adozione arrivato dal profondo Sud, ex fumatore incallito, che a bere sono sempre stato un campione ma a correre un po' meno... mi sono sentito messo all'angolo. Ho provato a dissociarmi, ad appellarmi alla corte, a giurare che la mia storia non avesse nulla di speciale. Ho persino tentato la carta del "Vengo dalla foresta, sono stato allevato dalle scimmie, il mio nome è Mowgli", sperando di chiudere la questione tra le risate generali. Ma non c'è stato verso di spezzare l'assedio: lei voleva andare avanti e gli altri pendevano dalle sue labbra.

Pic-nic a Castell'Arquato
Pic-nic a Castell'Arquato

Alla fine, però, non c'è stato nessuno slancio eroico. Perché la mia storia, di per sé, non è speciale. Ma guardandoci intorno a quella tavolata di amici, ho capito una cosa fondamentale: non siamo lì per le nostre singole storie personali. Siamo lì per quelle dinamiche che hanno fatto in modo che le nostre vite si incrociassero. Siamo lì per la fatica condivisa, per la gioia pura di stare assieme e per l'amore per questo sport.

Condividere lo sport
Condividere lo sport

La mia storia è uguale a tante altre. Le vicissitudini della vita, le incertezze, il peso di un presente frenetico mi avevano portato a sentire il bisogno di staccare la spina. Poi, ho trovato la leggerezza nella fatica e nella disciplina. In fondo, è proprio questo l'importante. Non importa da dove vieni o chi eri prima; importa che oggi siamo qui, insieme, a correre e a prenderci un po' in giro davanti a una birra.

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